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 casaeclima.com

30 novembre 2017

 

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha presentato oggi ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per contestare la violazione dei diritti contenuti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo lesi con la sentenza del Consiglio di Stato 4614/2017.

Gli architetti italiani sottolineano, nel ricorso, come sia stato leso il principio del giusto processo, dal momento in cui, dinanzi al Consiglio di Stato è stata omessa la fase di merito del giudizio. Vi è stata solo una udienza cautelare ed una discussione sommaria e sbrigativa della questione saltando, di fatto, una fase del processo; è stata comunicata la possibilità di decisione con sentenza in forma semplificata senza che la sentenza sia poi stata poi emessa in tale forma.

Ed ancora. E' stato violato il diritto di proprietà legittimando la richiesta di prestazioni professionali in forma gratuita a liberi professionisti, consentendo al Comune di Catanzaro un ingiustificato arricchimento a fronte di prestazioni lavorative di carattere intellettuale, previa imposizione data dal bando. Non risponde al vero poi quanto sancito dal Consiglio di Stato laddove afferma che un bando che prevede compensi pari ad un euro ha spazio nell'ordinamento, essendo, al contrario, tale circostanza, vietata sia dalla normativa comunitaria che da quella italiana. (...)

 

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Bando Psc a un euro: Architetti si rivolgono alla Corte di Strasburgo

catanzaroinforma.it
4 dicembre 2017

Il 30 novembre 2017, - si legge in una nota dell’Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Catanzaro Giuseppe Macrì - il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per contestare la violazione dei diritti contenuti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo lesi con la sentenza del Consiglio di Stato 4614/2017. (...)

In coerenza con l’azione di tutela degli interessi generali della categoria e dei principi fondamentali della Costituzione, il Presidente del Consiglio Nazionale Architetti.

Giuseppe Cappochin, ha proposto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ritenendo urgente agire contro la lesione di principi fondamentali che attengono alla dignità dell’uomo ed al diritto alla retribuzione. (...)

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Calabria, Bando Psc a un euro: l’Ordine Architetti si rivolge alla Corte di Strasburgo

lameziainstrada.com
5 dicembre 2017

(...) Sulla questione gli Architetti, come più volte affermato dall’Arch. Giuseppe Macrì Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro, non possono arretrare, perché va ristabilito quel principio fondamentale sancito dall’art. 36 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa” e va restituito il ruolo principale assegnato alle libere professioni del paese sancito dall’Ordinamento dello Stato, oggi “pasticciato” con una serie di leggi che hanno portato il Paese alla qualità dei servizi che tutti conosciamo ed all’impossibilità di realizzare opere pubbliche di qualità. (...)

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Equo compenso: ricorso alla Corte Europea per violazione dei diritti

ediliziappalti.com
4 dicembre 2017

(...) Nel ricorso viene sottolineato come sia stato leso il principio del giusto processo, dal momento in cui, dinanzi al Consiglio di Stato è stata omessa la fase di merito del giudizio. Vi è stata solo una udienza cautelare ed una discussione sommaria e sbrigativa della questione saltando, di fatto, una fase del processo; è stata comunicata la possibilità di decisione con sentenza in forma semplificata senza che la sentenza sia poi stata poi emessa in tale forma. (...) 

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Piano strutturale, Consiglio nazionale degli architetti presenta ricorso alla Corte europea

catanzaro.weboggi.it
04 dicembre 2017

Il 30 novembre 2017, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per contestare la violazione dei diritti contenuti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo lesi con la sentenza del Consiglio di Stato 4614/2017. (...)

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Equo compenso già pronto al primo restyling: da rafforzare il collegamento con i parametri ministeriali

Il Sole 24Ore - Il Sole 24Ore Edilizia e Territorio
1 dicembre 2017
Giuseppe Latour e Giovanni Parente

Neanche il tempo di chiudere la partita con l’approvazione definitiva ieri alla Camera del Dl fiscale che l’equo compenso si prepara già a un primo restyling. Ad annunciare modifiche al testo appena licenziato dal Parlamento è stato il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia (Pd), durante la manifestazione proprio sull’equo compenso organizzata a Roma dal Comitato unitario delle professioni (Cup) e dalla Rete delle professioni tecniche (Rpt).  (...)

Sul fronte degli organizzatori della manifestazione di ieri , Marina Calderone presidente del Cup ha spiegato che «l’equo compenso è il riconoscimento del valore sociale ed economico della prestazione professionale» e Armando Zambrano alla guida della Rpt ha rimarcato che «parte un nuovo modo di fare professione ma anche rappresentanza». Le due sigle, infatti, hanno dato il via all’alleanza chiamata «Professionisti per l’Italia». Proprio per rivendicare il diritto dei professionisti a un’adeguata retribuzione, ieri il Consiglio nazionale degli architetti ha formalizzato il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato legittimo il bando del Comune di Catanzaro per la redazione del piano strutturale della città al compenso di un euro.  (...)

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Equo compenso, gli Architetti ricorrono alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

edilportale.com
1 dicembre 2017
Alessandra Marra

Il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) si è appellato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per contestare la sentenza del Consiglio di Stato 4614/2017 con cui è stato ritenuto legittimo l’affidamento della redazione del Piano Strutturale della città di Catanzaro in cambio di un compenso simbolico di 1 euro.

Bando Catanzaro, CNAPPC: i motivi del ricorso

Nel ricorso presentato ieri mattina, gli architetti italiani sottolineano come sia stato leso il principio del giusto processo, dal momento in cui, dinanzi al Consiglio di Stato è stata omessa la fase di merito del giudizio. Secondo il CNAPPC, vi è stata solo un’udienza cautelare ed una discussione sommaria e sbrigativa della questione saltando, di fatto, una fase del processo; è stata comunicata la possibilità di decisione con sentenza in forma semplificata senza che la sentenza sia poi stata poi emessa in tale forma. (...)

Equo compenso: gli Architetti rispondono all’AntitrustEquo compenso: gli Architetti rispondono all’AntitrustRispondendo all’Antitrust che nei giorni scorsi ha bocciato l’equo compenso perché restringerebbe la concorrenza, Cappochin sottolinea che “i liberi professionisti sono a favore della concorrenza centrata sulla qualità delle prestazioni nell'interesse dei cittadini e del Paese ma non sono più disposti ad accettare passivamente una competitività basata esclusivamente su fondamentalismi monetari  e manifestamente finalizzata a tutelare gli interessi dei grandi gruppi finanziari”. (...)

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Equo compenso, in arrivo tavolo tra professionisti e Giustizia

ilsole24ore.com
30 novembre 2017

In arrivo un tavolo di confronto tra ministero della Giustizia e rappresentanti dei professionisti per definire l'attuazione della norma sull'equo compenso contenuta nel decreto fiscale che oggi si prepara ad ottenere il via libera definitivo alla Camera. Ad anticiparlo è la presidente del Cup Marina Calderone a margine della manifestazione unitaria al teatro Brancaccio di Roma. «Abbiamo incontrato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ci ha assicurato l'avvio di un tavolo di confronto per definire tutte le questioni operative relative all'attuazione della norma. (...)

Il ricorso degli architetti alla Corte europea Il ricorso degli architetti alla Corte europea Intanto il Consiglio nazionale degli architetti annuncia un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha considerato legittimo il bando del Comune di Catanzaro che retribuiva con un euro il professionista incaricato di redigere il piano strutturale della città.

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Equo compenso: Consiglio Nazionale Architetti ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

ingenio-web.it
30 novembre 2017

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha presentato oggi ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per contestare la violazione dei diritti contenuti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo lesi con la sentenza del Consiglio di Stato 4614/2017. La vicenda è quella relativa al bando del Comune di Catanzaro per l’affidamento della redazione del Piano Strutturale della città al compenso simbolico di un euro. Bando considerato legittimo dal Consiglio di Stato che ha ribaltato quanto, al contrario, era stato stabilito dal TAR della Calabria. (...)

Rispondendo all’Antitrust che nei giorni scorsi aveva bocciato l’equo compenso perché restringerebbe la concorrenza, Cappochin sottolinea che “siamo liberi professionisti ed a favore della concorrenza centrata sulla qualità delle prestazioni nell'interesse dei cittadini e del Paese, non siamo più disposti ad accettare passivamente una competitività basata esclusivamente su fondamentalismi monetari e manifestamente finalizzata a tutelare gli interessi dei grandi gruppi finanziari. Obiettivo dei quali è togliere dalla scena il capitale intellettuale assoggettandolo al potere economico che misura la vita solo su parametri monetari e che da troppo tempo sta generando un enorme danno economico, sociale e culturale all'intero Paese”. (...)

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Professioni: architetti, ricorso a Corte Ue contro sentenza Consiglio di Stato

Adnkronos/Labitalia
30 novembre 2017

Il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori ha presentato oggi ricorso alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo per contestare la violazione dei diritti contenuti nella Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo lesi con la sentenza del Consiglio di Stato 4614/2017. La vicenda è quella relativa al bando del Comune di Catanzaro per l'affidamento della redazione del Piano Strutturale della città al compenso simbolico di un euro. Bando considerato legittimo dal Consiglio di Stato che ha ribaltato quanto, al contrario, era stato stabilito dal Tar della Calabria.

Gli architetti italiani sottolineano, nel ricorso, come sia stato leso il principio del giusto processo, dal momento in cui, dinanzi al Consiglio di Stato è stata omessa la fase di merito del giudizio. Vi è stata solo una udienza cautelare e una discussione sommaria e sbrigativa della questione saltando, di fatto, una fase del processo; è stata comunicata la possibilità di decisione con sentenza in forma semplificata senza che la sentenza sia poi stata poi emessa in tale forma.

E, ancora, è stato violato il diritto di proprietà legittimando la richiesta di prestazioni professionali in forma gratuita a liberi professionisti, consentendo al Comune di Catanzaro un ingiustificato arricchimento a fronte di prestazioni lavorative di carattere intellettuale, previa imposizione data dal bando. Non risponde al vero poi quanto sancito dal Consiglio di Stato laddove afferma che un bando che prevede compensi pari ad un euro ha spazio nell'ordinamento, essendo, al contrario, tale circostanza, vietata sia dalla normativa comunitaria che da quella italiana.

"Una sentenza - sottolinea il presidente degli architetti italiani, Giuseppe Cappochin - che rappresenta una pericolosa istigazione a delinquere, come io stesso ho denunciato la scorsa settimana nel corso di una audizione dinanzi alla Commissione parlamentare Antimafia. Infatti l'art. 41 bis nella legge urbanistica nazionale 1150/1942, stabilisce che i professionisti incaricati della redazione di un piano regolatore generale, non possano assumere, fino alla definitiva approvazione del piano medesimo, incarichi professionali da committenti privati, proprio per gli ingenti interessi privati generati dalle scelte progettuali''.

Rispondendo all'Antitrust che nei giorni scorsi aveva bocciato l'equo compenso perché restringerebbe la concorrenza, Cappochin sottolinea che ''siamo liberi professionisti e a favore della concorrenza centrata sulla qualità delle prestazioni nell'interesse dei cittadini e del Paese, non siamo più disposti ad accettare passivamente una competitività basata esclusivamente su fondamentalismi monetari e manifestamente finalizzata a tutelare gli interessi dei grandi gruppi finanziari". "Obiettivo dei quali è togliere dalla scena il capitale intellettuale assoggettandolo al potere economico che misura la vita solo su parametri monetari e che da troppo tempo sta generando un enorme danno economico, sociale e culturale all'intero Paese'', aggiunge.

Quanto poi ai giovani, dice, ''non sono una specie da tutelare facendoli lavorare gratis, come vorrebbe l'Antitrust, ma una risorsa da valorizzare, e la valorizzazione nel campo dell'architettura avviene, come negli altri grandi Paesi europei, attraverso concorsi di progettazione in due fasi: la prima aperta e poco impegnativa, la seconda, alla quale accedono mediamente cinque progettisti che ricevono un onorario per la redazione del progetto preliminare e con il premio al vincitore rappresentato dall'affidamento dell'incarico di tutte le fasi della progettazione e la direzione artistica". "Il tutto anche con la presenza di giurie composte da membri di specchiata moralità e particolarmente esperti nelle materie del concorso per garantire la trasparenza e la competente selezione qualitativa dei progetti. Concorsi di progettazione, dunque, e non il gioco al massacro del prezzo più basso e con giurati delle stazioni appaltanti molto spesso non adeguatamente competenti'', conclude.

 

 

 

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