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ItaliaOggi 
15 maggio 2017
Gabriele Ventura 

 

Professionisti sempre più al servizio della pubblica amministrazione. Con il Jobs act sul lavoro autonomo approvato in via definitiva dal Senato, infatti, aumenteranno le attività sussidiarie che gli iscritti in ordini e collegi svolgono per conto dello stato. La delega al governo, contenuta nell’articolo 5, prevede infatti che entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, saranno emanati uno o più decreti legislativi di semplificazione dell’attività delle amministrazioni pubbliche, che dovrà avvenire, tra l’altro, attraverso l’individuazione di una serie di atti che possano essere rimesse in relazione al loro carattere di terzietà. Dalle professioni giuridiche-economiche a quelle tecniche, quindi, gli ordini sono scesi in campo per indicare al governo le attività che potrebbero svolgere per sgravare la p-a- sulla scorta di quanto già fanno per conto dello Stato.

(...) Secondo Fabrizio Pistolesi, consigliere segretario del Cnappc, gli architetti potrebbero svolgere un’attività di controllo preventivo, di natura facoltativa, delle pratiche edilizie proposte alla p.a. «A Roma, per esempio, il controllo sulle pratiche che portano a trasformazioni urbana riguarda non più del 15% dei documenti», afferma Pistolesi, «le altre sono depositate al comune e si reggono su un’autodichiarazione. Su richiesta della p.a., l’ordine professionale potrebbe quindi eseguire un controllo preventivo delle pratiche edilizie, considerando che oggi molte amministrazioni stanno chiedendo la disponibilità dei professionisti a sgravare la p.a. dai compiti di verifica».

(...)

 

Statuto e Ddl concorrenza aprono nuovi spazi agli Albi

Il Sole 24Ore 

15 maggio 2017
Francesca Barbieri, Antonello Cherchi, Bianca Lucia Mazzei, Valeria Uva

L’istantanea della libera professione, provincia per provincia, potrebbe cambiare in breve tempo per effetto di due provvedimenti: lo Statuto del lavoro autonomo (già approvato) e il Ddl concorrenza (in corso di approvazione). La legge sul lavoro autonomo, all’articolo 5, delega il governo ad ampliare competenze e mercato delle professioni ordinistiche, individuando «atti delle amministrazioni pubbliche che possono essere rimessi anche alle professioni organizzate in Ordini». Per la Pa l’obiettivo è sgravare gli uffici e per i professionisti si aprono nuovi spazi. 

«Non si tratta solo di una devoluzione di funzioni pubbliche alle categorie - commenta Marina Calderone, alla guida del Cup e dei Consulenti del lavoro - ma di una valorizzazione dei professionisti che assumeranno così responsabilità importanti». Anche se è presto per capire quali attività potranno essere “devolute” (per delega e decreto c’è tempo un anno), gli interessati guardano con favore alla novità. (...)

Per Fabrizio Pistolesi, del Consiglio nazionale degli architetti, «è auspicabile che la delega possa ricomprendere un’approfondita analisi del patrimonio edilizio esistente dal punto di vista sismico ed energetico favorendo la riqualificazione urbana sostenibile». (...)

Fin qui il perimetro. Ma i costi per i cittadini? Il Jobs act degli autonomi non ne parla.

(...)

 

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